E ora che si fa?

E ora che si fa? D’obbligo una riflessione, anche se onestamente non mi sono mai fermata nemmeno durante il lockdown o quarantena o inchiappettata o come vogliamo chiamarlo.
Io continuo ad aspettare che decada ovunque l’obbligo della mascherina e del distanziamento, con queste limitazioni è difficile fare progetti ed attività, ci sono segnali incoraggianti da alcune Regioni, non dal Piemonte che speriamo che segua l’esempio.
Per progetti tipo fiere ed eventi temo che comunque bisognerà aspettare l’autunno, io aspetto entro l’estate l’uscita di due miei libri e per i primi di settembre devo consegnare il saggio sulle streghe nell’immaginario fantastico contemporaneo. Poi c’è sempre l’enciclopedia del fantasy in corso di scrittura, oltre allo studio delle lingue, il progetto con la Coop Autori Fantastica e la loro rivista, la mia rivista SF & Fantasy e un po’ di altre cosette che mi stanno venendo in mente, oltre che la convivenza con Felix che va avanti.
Alcuni dei libri che avevo in casa e che dovevo portare in giro sono già tornati alle loro case, da lunedì riapre la Biblioteca civica Villa Amoretti e riporterò tutti i volumi che ho in prestito da mesi lì. E poi attendo sviluppi e novità.

E alla fine rimango a casa (più o meno)

Ho continuato ad uscire, quasi tutti i giorni, durante la cosiddetta quarantena (mi rifiuto di usare termini stranieri), anche se c’è chi pensa che era da incoscienti perché potevi contagiarti e contagiare. Vivere deve essere più importante di ogni paura.
Adesso, però, mascherine, distanziamento sociale e fobie varie di una cosa che ogni giorno che passa è sempre più molto ambigua (ma qualche sospetto io ce l’avevo già tempo fa…) mi danno sempre più fastidio e mi impediscono di pensare a fare progetti in un mondo impaurito e pieno di limitazioni.
Certo, esco eccome, sono andata varie volte in libreria e fumetteria, dato che non c’è nessun evento ho fatto qualche spesuccia particolare in negozi dove di solito non vado, ma non mi viene voglia, finché non spariscono mascherine e simili, di pensare a fare progetti nel mondo esterno di largo respiro.
Non mi va di andare a fare gite o viaggi in queste condizioni, non mi va di andare a vedere i riaperti Musei, non mi va di pensare ad attività per ore in posti con la mascherina, non mi va di andare al cinema. Parlano di fare a settembre il Salone del libro, ma io di stare ore al Lingotto con la mascherina non ne ho proprio voglia, come non mi va di avere tutte queste limitazioni ad avvicinarmi agli altri, e dire che non sono mai stata una socialona espansiva, tutt’altro.
Per cui limito le mie uscite alle cose indispensabili, la spesa e la monnezza, e a piccoli giri con sfizi e basta, mi fa piacere camminare, ma mi sento comunque in gabbia, quasi come prima. E finché non vengono meno divieti e costrizioni è e resta una vita a metà che non mi va di vivere fingendo che vada bene così.

Ho ripreso a uscire…

In realtà io non avevo mai smesso di uscire, tranne un paio di settimane che sono uscita solo tre giorni, le altre settimane sono uscita quasi sempre, certo per giri molto limitati.
Da lunedì scorso mi sono ripresa un po’ di libertà, sempre condizionata da troppe paranoie non certo mie (di fisse e fobie altrui ho fatto il pieno da ragazzina, è stata dura scrollarsele di dosso), ma sono tornata finalmente in libreria, in fumetteria e ho ripreso a fare passeggiate.
Continuano a mancarmi Musei e biblioteche, queste ultime non solo per la pila di libri che devo restituire, mi manca il Balon e i mercatini non alimentari, chissà quando torneranno fiere e simili, tra l’altro il Libro ritrovato ha un nuovo organizzatore che non sa quando potrà partire.
Ma pian piano qualcosa è cambiato, io continuo ad uscire al mattino e al pomeriggio a stare in casa, ma respiro meglio, mascherina permettendo, e vedo orizzonti un po’ più ampi. Il problema non è stare a casa, che faccio da sempre, il problema non è la vita sociale, che a me piace solo in certi modi, il problema non è avere interessi considerati bizzarri (oggi poi molto meno…) ma il non avere prospettive e sentire solo odio, oppressione e paranoie intorno. E speriamo che questo pian piano sparisca.