La dea Bastet

Il punto focale del mio romanzo Le eredi di Bastet, edito da Anguana edizioni, è il culto della dea Bastet, dalla testa di gatto, una dei protagonisti del pantheon egizio.
Nel libro immagino che le dee abbiano delle prescelte ed eredi, e scelgo Bastet perché è una divinità che da sempre mi affascina, adorando anch’io i gatti: in tutti i musei egizi che ci sono nel mondo, a cominciare da quello di Torino, sono conservate effigi della dea Bastet, tra statuine, dipinti e mummie dei gatti.
Bastet ha poi continuato la sua strada nelle divinità diventando Diana nella cultura classica.
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Le tre città delle eredi di Bastet

Le eredi di Bastet, edito da Anguana, si svolge in tre città che mi stanno molto a cuore: Torino, Londra e Parigi.
No, non ci sono storie di triangoli magici e altre amenità, semplicemente ho scelto queste città una perché è la mia e le altre perché ci ho passato dei bellissimi periodi dela mia vita, scoprendo anche aspetti poco turistici o comunque interessanti.
La Torino de Le eredi di Bastet comprende le leggende sul tempio egizio sotto la Gran Madre, vicino alla quale io ho passato i primi trentun anni della mia vita, i vicoli del centro, i sotterranei, Piazza Statuto e le zone residenziali; la Parigi de Le eredi di Bastet è quella del Marais e del Quartiere Latino, ma anche del Canale St. Martin che, per la cronaca, si vedeva anche nel bellissimo film Il favoloso mondo di Amelie. La Londra de Le eredi di Bastet comprende luoghi che adoro, come il British Museum, Notting Hill e la deliziosa cittadina residenziale di Richmond, oltre Kew (altro posto splendido).
Tutti questi posti hanno lasciato in me ricordi bellissimi: ci tornerò nella vita reale e ci tornerò nella vita letteraria, per altre storie.