Presentazione alla Biblioteca di Collegno

Martedì 5 novembre ho fatto la mia prima presentazione del mio libro su Once upon a time di Yume edizioni presso la Biblioteca civica di Collegno al Villaggio Leumann, che conoscevo già per esserci andata negli anni.
Malgrado l’orario e la stagione sono venute una decina di persone, il personale della Biblioteca è a dir poco adorabile e ho capito per l’ennesima volta la differenza tra l’avere a che fare con un editore serio come Yume appunto e il perdere tempo dietro a gente che fa l’editore per hobby e lo fa male.
C’è stato un bel dibattito e sono uscita dalla biblioteca con due libri recenti che leggerò e recensirò. Mica male, no?
Ecco le foto

Cose che fanno piacere

Non sempre quando si scrive le cose vanno come si vorrebbe, ma fa piacere vedere alla Biblioteca civica Villa Amoretti in bella mostra la mia Storia del fantasy edita da Anguana.
In attesa dell’Enciclopedia del fantasy, che terminerò entro giugno dell’anno prossimo dopo aver scritto prima il saggio su Game of thrones è senz’altro una soddisfazione.

KODAK Digital Still Camera
KODAK Digital Still Camera

Il mio libro su Once upon a time

Yume edizioni ha pubblicato il mio saggio su Once upon a time, in cui racconto sette stagioni di una serie comunque di culto, i suoi personaggi, i suoi episodi, le sue tematiche, ma anche come le fiabe continuano ad essere fondamentali e a ispirare film, telefilm, fumetti e romanzi.
I miei personaggi preferiti sono e restano Regina e Tremotino, ma anche Uncino ha un suo perché.
Potete acquistare il libro a questo link o in qualsiasi libreria.

Alecomics, scrittura e pensieri di inizio autunno

Il 14 ad Alecomics ho parlato in anteprima del mio nuovo libro su Once upon a time edito da Yume in uscita entro i primi di ottobre, l’occasione è stata per riflettere sull’immaginario fantastico, sulla mia carriera di autrice e su altri progetti.
Che dire? In questo ultimo periodo, complice anche un momento di scoramento e depressione dopo un lutto, ho capito varie cose: non voglio più sprecare tempo e energie dietro cose e persone che non mi piacciono, non mi interessano e con cui non c’è niente da costruire.
Non voglio nemmeno passare la giornata a fare le stesse cose, odio la monotonia, il motivo per cui ho lasciato il corso di fotografia è stato, oltre alla stanchezza cronica e al contraccolpo della depressione, che non riesco a concentrarmi una giornata intera su un unico argomento, ho bisogno di variare, spaziare, seguire tante cose, tenendo come punti fermi l’amore per i gatti, la scrittura, i fumetti, l’immaginario fantastico.
Per cui ogni giorno per me è una lavagna vuota da riempire di cose, sensazioni, incontri, lavori, impegni, sbattimenti, concetti da elaborare, esperienze da fare, universi da esplorare e tanto altro ancora. E pazienza se stravolgo qualcuno quando dico queste cose.

Riflessioni su cosa scrivere e altro

Si sta avvicinando la fine dell’anno, oltre che scrivere sono impegnata a imparare finalmente seriamente il giapponese, con gli articoli e con il Mufant, oltre ad aspettare risposte per alcuni corsi di mio interesse che potrebbero impegnarmi molto nei prossimi mesi, e dopo aver lavorato in parallelo a ben quattro saggi ho deciso di iniziare a concentrarmi su un progetto per volta, scegliendo quindi di portare a termine la guida a Once upon a time, cercando di finirla entro fine 2018.
Poi verranno gli altri libri, pian piano, ma in modo da portarli avanti nel 2019, ho provato a fare tutto insieme ma ho dovuto buttare la spugna. E intanto mi fa piacere che in tanti continuino ad apprezzare le mie fatiche passate, su cui presto arriveranno novità per presentazioni e altro.

Ma anche no, in certi momenti della mia vita farei una strage…
E di avere passioni e interessi.
Il mitico Antonio Lanzetta in una situazione che sento anche mia…
Sagge parole.