Capitan Harlock, icona della destra

Capitan Harlock è stato ed è uno dei miei anime preferiti, e sono stata onorata di scrivere il saggio in argomento per I love anime. In particolare, ho amato molto la serie delle Mazoniane, che ancora oggi, a oltre trent’anni di distanza dalla prima trasmissione (ebbene sì, sono vecchia!) resta per me un must assoluto.
E’ con un po’ di imbarazzo che ho scoperto che Capitan Harlock, ma anche altri anime giapponesi, Goldrake in testa, per non parlare di un autore fantasy che io adoro come Tolkien, sono considerati qui in Italia delle icone della destra, imbarazzo che è cresciuto da quando un mio articolo sulle ragazze di Goldrake  è finito su un forum di estrema destra.
Non capisco questa mania di buttare tutto sulla politica: posso capire che dietro ai robottoni di Go Nagai ci possano essere delle interpretazioni di tipo destrorso (ma forse solo perché il doppiatore di Actarus Romano Malaspina non perde occasione per esternare il suo credo politico, anche a sproposito…)  ma Capitan Harlock non mi pare di destra, con la sua condanna di ogni consumismo e conformismo, e con la sua lotta contro ogni totalitarismo, che sia quello imposto da una pax terrestre disumana o quello portato da una stirpe aliena che detto tra di noi le sue buone ragioni a conquistare la Terra ce le ha eccome.
Così come non trovo di destra il buon Tolkien, capace di costruire l’unica avventura in cui gli eroi non combattono per potere, gloria e amore, ma per distruggere un oggetto prezioso, simbolo di ogni corruzione. Ma si sa, le cose sono opinabili.
Annunci

Candy Candy, reperire il materiale

Già prima di scrivere il saggio per la Iacobelli Candy Candy eravamo tutte innamorate di Terence, quando avevo la sezione in tema sul mio sito, mi è capitato di sentirmi chiedere dove acquistare gadget in tema.
Purtroppo la lite tra le due autrici Kyoko Mizuki e Yumiko Igarashi, con conseguenti strascichi legali, ha reso impossibile la produzione di nuovo materiale in tema (come avviene invece con altri anime e manga, Lady Oscar in testa) anche se siamo in molti ad aspettare la traduzione del romanzo che Kyoko Mizuki ha pubblicato nel 2011, per cui non resta che cercare materiale vecchio e d’epoca.
Alle fiere del fumetto ho visto girare un art book bellissimo ma dal prezzo proibitivo (siamo sui 200 euro circa), si può trovare qualcosa su Ebay o altrimenti si trovano a fiere,  mercatini e simili pezzi da collezionista come il giornalino di Candy Candy della Fabbri, primo esempio di rivista contenitore dedicata agli shojo, pieno di difetti ma interessante oltre che emblema della nostalgia canaglia.
Interessanti sono alcuni oggetti della linea su Candy della Fabbri felicità, come i quaderni, le sovracoperte, i diari, perché riproducono immagini originali degli art book. Si può anche trovare in giro il fumetto in lingua originale e, su qualche mercatino francese, anche una traduzione molto bella in lingua gallica fatta agli inizi degli anni Novanta.
Per il resto, speriamo che Mizuki sensei ed Igarahi sensei trovino una quadra e capiscano che hanno solo da guadagnarci se il materiale sul loro personaggio più famoso gira per il mondo.