Novità varie e eventuali

Ho trascurato un po’ questo blog in rapporto ad altri, comunque conto per il 2014 di farlo diventare un po’ più vivo e attivo.
Intanto novità e progetti in corso.
Sto lavorando ad un saggio su X-Files, ad una storia del fantasy come genere letterario, cinematografico, fumettistico e televisivo, ad un romanzo fantasy ispirato alle fiabe e ad un romanzo storico al femminile ambientato prima e durante la Rivoluzione francese. Poi ci sono altre idee ma nel 2014 mi concentrerò su questo.
Per quello che riguarda i due saggi Buffy e Angel il senso della vita per cacciatrici e vampiri Il mito di Lady Oscar, la chiusura della casa editrice Seneca li rende di nuovo liberi e pubblicabili. Se siete un editore che pubblica cartaceo e non a pagamento e siete interessati, contattatemi.

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Lady Oscar icona gay

Proprio in questi giorni, in una lista di donne in cui sono iscritta, è riemersa l’annosa questione delle icone gay, partendo da Virginia Woolf, scrittrice letta e riletta in varie epoche e alla quale io mi sono avvicinata in età adulta trovandola comunque validissima.

Qualcuna ha scritto che Virginia Woolf ha fatto molto di più come donna gay che non un’altra icona gay come Lady Oscar: a parte che trovo poco opportuno affiancare un personaggio inventato con una persona reale, la storia di Lady Oscar come icona gay mi è sempre sembrata un po’ forzata, forse perché la Ikeda vorrebbe ma non può.
Alla fine, Oscar si innamora solo di uomini, affascina anche le donne ma tutto finisce lì, e muore da compagna di André. Ha fatto molto di più la zuccherosa Yumiko Igarashi, che ne La spada di Paros ha inserito una storia omosessuale tra due donne, oltre tutto di rango diverso.

Il musical di Lady Oscar

Nel saggio Il mito di Lady Oscar che ho pubblicato presso Seneca, ho parlato anche del musical di Lady Oscar del teatro al Vascello di Roma, che doveva andare in tournée ma non l’ha mai fatto e del quale in quel momento non era uscito niente.
Per fortuna, poco dopo, una versione in dvd del musical è uscita per le edicole e finalmente sono riuscita a vederlo e devo dire che è davvero uno spettacolo valido. Innanzitutto perché è pensato per i fan di Berubara, ma non solo per loro, e tratta la vicenda di Lady Oscar come una storia epica di respiro, come uno spettacolo rock alla Notre Dame o Il fantasma dell’Opera. I due protagonisti, Alice Mistroni e Danilo Brugia, sono nella parte, più lui che lei devo dire, in una vicenda che qui mantiene tutto il suo fascino.
Una reincarnazione di Oscar recente da avere, in attesa di un film degno di questo nome.