Novità per il 2016

Ho trascurato un po’ questo blog in rapporto agli altri, sono stati mesi di tanti casotti, sgradevoli e gradevoli, ancora non del tutto passati, comunque ecco il punto della situazione.
Alcuni mesi fa, con il titolo de Il mondo di Lady Oscar è riuscito il mio saggio in tema per Anguana, disponibile ovunque, in una nuova edizione allungata, ampliata e con tante cose in più.
Per quello che riguarda il mio saggio su Buffy e Angel, per ora la riedizione è ferma, spero nel corso del 2016 che la situazione si sblocchi, in un modo o nell’altro.
Nella mia pagina su Lulu c’è inoltre un nuovo titolo di narrativa, La casa delle rose e dei gatti.
Ma la grande notizia è che ho finito il saggio sul fantasy e che se tutto va bene uscirà questa primavera!!! Come si dice, stay tuned!
Adesso, se non mi deprimo troppo i progetti su cui mi concentrerò saranno il saggio su X-Files e quello su Matsumoto, più alcune cosette di narrativa, tra storie gaye, romanzi storici e fantasy che voglio comunque portare avanti!

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Un po’ di fantasy di ieri e di oggi

Ovviamente non si può pretendere, anche con un saggio sul fantasy da scrivere, di leggere tutto quello che c’è del genere, ma cercare di leggerne il più possibile sì, ed ecco che ci sono conferme e sorprese, ma anche delusioni.
Bene I dannati di Malva della nostra Troisi, favola ecologista, molto bene il dittico in fase di svolgimento L’atlante di smeraldo e L’atlante di fuoco di John Stephens, che ho avuto l’onore di conoscere al Salone del libro di Torino qualche anno fa.
Decisamente avvincente anche la saga di Garth Nix formata da Sabriel, Lirael e Abhorsen, non proprio un fantasy puro, e interessante anche l’universo di magia di Trudi Canavan, che comprende la trilogia La corporazione dei maghi, La scuola dei maghi e Il segreto dei maghi, oltre al prequel L’apprendista del mago e al seguito La spia dei maghi.
Non bisogna dimenticare i romanzi di Robin Hobb L’apprendista assassino e L’assassino di corte, molto belli e poi il protagonista mi ha ricordato non poco Alex Krycek, e nemmeno la trilogia Il re degli alberi, Il principe delle ombre e Il cavaliere sanguinario, a tratti molto martiniana, ma anche dotata di una sua originalità.
Interessanti anche gli ormai scomparsi David e Leigh Eddings, di cui ho gustato per ora i primi due volumi de La saga dei sognatori, la monumentale saga di Mallorean (per ora ho letto solo i primi tre libri) e l’epico ma delizioso Polgara la maga. Ho giurato che una mia futura micia si chiamerà Polgara.
Ho iniziato ad immergermi nel mondo della Ruota del tempo di Robert Jordan, iniziando con Nuova primavera e L’occhio del mondo, e devo dire che le premesse non sono niente male. Come non è niente male Elric di Melniboné di Michael Moorcock, diventato protagonista anche di due fumetti. E non posso dimenticare una scoperta di Lucca, Mordraud, primo di una serie autoprodotta di Fabio Scalini, a cui faccio i miei più sentiti complimenti.
Ho trovato invece abbastanza sgalfio Mistborn di Brandon Sanderson, praticamente un romanzetto rosa travestito da fantasy e l’autore è pure il ghost writer di Robert Jordan per chiudere la saga della Ruota del tempo dopo la sua morte. Poco interessanti altri libri, come, malgrado le premesse ecologiste, Il destino del bosco d’argento di Richard Ford, il teutonico Il fuoco degli elfi di Monika Felten che copia, male, la nostra Silvana de Mari, e anche il poco ispirato, anche se al femminile e femminista, Aurian di Maggie Furey.
Saranno anche dei classici, ma non mi hanno coinvolta più di tanto né Il serpente Ouroboros di Erik R. Eddison, e L’ultimo unicorno di Peter S. Beagle, di cui avevo adorato sia il cartone animato che il fumetto.
Comunque questa è solo la prima ondata di romanzi da leggere. Altri ne seguiranno.

Tolkien forever

Tolkien è l’autore caposaldo del fantasy, anche se sarebbe sbagliato credere che il fantasy si esaurisca con lui, ma lui ha già detto molto e in vari modi.
L’hobbit è una deliziosa fiaba per ragazzi, mentre Il signore degli anelli è un poderoso poema epico, capace di portare nella Terra di Mezzo e lasciarla per sempre nel cuore. Pesantuccio e per amatori Il Silmarillion , un piccolo gioiello Roverandom, curiosi La leggenda di Sigurd e Gudrun e I figli di Hùrin, interessante la sua analisi del fantasy e del fiabesco di Albero e foglia e poi ho messo le mani su L’anello di Tolkien, un libro illustrato che esamina tutti i riferimenti culturali a cui Tolkien si è ispirato.
Parlandi di cinema e degli adattamenti di Peter Jackson, devo dire che la trilogia de Il signore degli anelli resta unica come realizzazione cura, passione, interesse, capace di rendere il fantasy un genere per tutti e di dare carburante agli amanti. Diverso è L’hobbit, dove un libro di 300 pagine è stato trasformato in tre film lunghissimi, di cui si sono già visti i primi due. Divertenti certo, poco fedeli, a tratti delle minestre allungate, ma non certo cattive.
E per finire una chiosa sull’annosa questione se Tolkien e il fantasy sono di destra: stupidaggini, o meglio escrementi, come diceva John Keating ne L’attimo fuggente . Il fantasy parla di eroi che spesso sono gli ultimi degli ultimi, di lotta contro tirannie tanto simili a quelle nazifasciste, di ideali che non sono certo quelli della destra, visto che si esaltano minoranze e diverse, le donne e gli emarginati. Insomma, piantiamola di contrapporre, in maniera scorretta, la fantascienza, genere buono perché di sinistra (in base a cosa poi non lo so) al fantasy, genere cattivo di destra, e a tarpare le ali a chi vuole occuparsi di fantasy in contesti che dovrebbero essere dedicati al fantastico in senso lato ma non lo sono.

L’importanza di Alice

Scrivendo di letteratura fantastica non si può dimenticare il personaggio di Alice, creato dalla fantasia di Lewis Carroll oltre cent’anni fa e oggetto di tante riletture e edizioni.
I due classici Alice nel paese delle meraviglie e Oltre lo specchio sono disponibili in tantissime edizioni, alcune molto belle come quella che ho visto al Libro ritrovato della Longanesi di inizio anni Settanta. Io ho una versione dei Grandi libri Garzanti con comunque immagini originali.
Curioso e da avere per chi vuole una biblioteca completa sul fantastico Alice underground, della Stampa alternativa, con tanto di parti autografe di Carroll.
Come film devo dire che ho rivalutato Alice in wonderland di Tim Burton, perché, anche se con dei divagazioni sull’opera originale, resta lo spirito. E poi, vabbé Alice in versione Xena non guasta.

La spada della verità

Tra le piacevoli scoperte delle ricerche per il saggio c’è la serie di romanzi e di telefilm La spada della verità, che all’epoca avevo un po’ snobbato ma che ho molto rivalutato.
Il mondo di Terry Goodkind, ancora in corso d’opera, infatti ho scoperto che mi mancano ancora cinque romanzi più la nuova serie, è molto affascinante e complesso, tra maghi, prescelti, Sorelle della Luce e dell’Oscurità, Depositarie e Mord-sith, e la serie tv, pur inferiore ai romanzi, era davvero simpatica, con personaggi riusciti come il mago Zeddicus e la splendida Mord-Sith Cara, che vedrei perfetta come Lady Oscar.
Un bell’universo che appassiona e dà nuova linfa allo sword & sorcery.

Raccolte di racconti fantasy

I racconti e romanzi brevi fantasy sono stati e sono tuttora uno dei mattoni del genere, con possibilità di leggere opere di autori noti e meno noti.
Per esempio nei due volumi di Legends ci sono autori del calibro di Stephen King e George R. Martin, mentre nelle raccolte curate da Marion Zimmer Bradley Storie fantastiche di spade e magia e Storie fantastiche di guerrieri e sortilegi trovano spazio storie interessanti, in un’ottica femminista, anche di futuri autori, come Mercedes Lackey. Anche I tesori della fantasy offre una bella panoramica di storie di autori e autrici più o meno recenti, ricordando come già negli anni Novanta in Italia si pubblicasse il genere.
Un discorso a parte lo meritano i due volumoni Fantasy e Il libro della fantasy classica, usciti per la Nord negli anni Ottanta, con tantissimi racconti e romanzi brevi d’antan, davvero imperdibili. Io li ho trovati tra bancarelle e simili, e sono felice di questo.

Conan e il suo autore

Parlando di fantasy non si può non incappare nel personaggio di Conan, creato da Robert Edwin Howard, autore popolare molto prolifico, morto suicida a soli trent’anni nel 1936 e che come destino mi ha ricordato non poco il nostro Emilio Salgari.
Di Conan sono state fatte varie edizioni, io ho trovato quelle della Fanucci, raccolte di storie brevi, come Conan il cimmero, l’avventuriero, Il regno di Conan, L’era hyboriana di Conan, e mi sono abbastanza divertita in questo mondo pre atlantideo, con personaggi molto manichei ma capace di appassionare.
Molto divertenti anche i film di Conan con Arnold Schwarzenegger, prima che diventasse un leader repubblicano reazionario e omofobo, e quando era un’icona del culturismo molto autoironico e simpatico. Tra l’altro sono film fatti senza computer graphic e altre diavolerie, e fatti bene, con cose che anticipano lo stile di Sam Raimi con Xena e Hercules. Il remake non è poi così male, pur essendo un remake, soprattutto perché non tradisce l’opera originale, anche se perde in ingenuità a favore di effetti da videogioco e simili.
Sgalfio, invece, il film Yado, ispirato ad un’altra eroina di Howard, Red Sonja, portata sullo schermo da un’inespressiva anche se statuaria Brigitte Nielsen. Dopo aver visto Xena non si fa certo una gran figura, a Red Sonja hanno dato maggior lustro i fumetti che sono usciti poi.