Anch’io sono una scrittrice

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Ho trovato sui social questo pensiero dell’autrice Liliana Marchesi, che in linea di principio condivido, perché anch’io sono una scrittrice come lei, e mi ritrovo nelle sue parole.

IO SONO UNA SCRITTRICE.
Non avete idea di quanto sia difficile per me pronunciare questa frase. E non perché io non mi senta tale, ma perché si tratta di una professione molto poco riconosciuta (a partire dalle misere percentuali che si prendono a fare questo mestiere).
Mestiere, sì. Perché scrivere è un lavoro.
E lo è anche se non ti fa sbarcare il lunario, perché tu il tuo tempo e le tue energie le investi. Eccome se le investi.
Se pubblichi con una grande casa editrice hai più possibilità di essere considerato un lavoratore, ma se abbracci la filosofia del Self-Publishing… lo fai per hobby.  E qui si apre un’altra piaga. Quella per cui Self-Publishing deve per forza essere sinonimo di “fatto male”, “ultima spiaggia per autori scartati”.
Sicuramente ci sono testi lanciati (nel vero senso della parola) sul mercato dall’oggi al domani, ma esistono anche opere curate nei minimi dettagli da autori seri, a cui non importa la griffe sulla cover, che investono mesi di lavoro e molto di più in quello che tanti definiscono hobby.
Spero che un giorno questi stupidi paletti vengano abbattuti, nel frattempo consideratemi pure una gattara che imbratta pagine con le sue storie strampalate. Io da oggi in poi affermerò con orgoglio di essere UNA SCRITTRICE.
E badate bene, senza la parola Emergente con cui vengono bollati tutti gli autori che pubblicano in self o con piccole CE (a prescindere da quanti libri abbiano scritto), perché dopo 12 anni e 12 libri, mi sono rotta le scatole di EMERGERE.
Io non emergo. Risalgo la corrente!
Perché amo vivere il mio LAVORO come piace a me.
E lo dico con tutta l’umiltà di cui dispongo. E chi mi conosce davvero, sa che ne ho tanta.

Aggiungo che io scrivo perché le altre cose che ho provato a fare sono andate male, e perché al momento mi fa anche comodo poter svolgere un’attività comunque gratificante e appassionante da casa, visto che uno il mondo là fuori mi lascia perplessa quando non mi disgusta da quasi due anni a questa parte e due ho problemi logistici che mi fanno preferire il lavoro da casa.
Poi la scrittura non è l’unico dei miei interessi, anche se è strettamente legato a molti di questi.

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KODAK Digital Still Camera
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La scrittura procede

Ho consegnato ormai la stesura definitiva del saggio sulle Streghe nell’immaginario fantastico per Yume, con alcune aggiunte, dovrebbe uscire a marzo, con credo in copertina un quadro preraffaellita scelto tra alcuni che ho proposto, presto saprò quale.
Sto aggiungendo saltuariamente delle voci all’Enciclopedia del fantasy di Edizioni NPE, ci sono uscite nuove che sarebbe un peccato bruciarsi e non farle comparire, in particolare sto aspettando l’attesa serie La ruota del tempo a novembre di cui non posso non parlare.
Ho messo per ora in stand by il saggio sulle serie TV di fantascienza, che riprenderò. Sto andando avanti con invece quello sull’urban fantasy, ma devo dire che ho avuto delle delusioni da alcune serie inguardabili, come Da Vinci Demons Legacies, sono poche per ora quelle davvero belle che ho trovato.
Sono nel vivo con la Guida non ufficiale a Lady Oscar, che sto praticamente riscrivendo rispetto al vecchio libro Anguana, con tante aggiunte e stimoli nuovi, del resto certi personaggi e storie sono per sempre, e forse sto invecchiando ma sto diventando sempre più nostalgica. Tra l’altro, una parte del lavoro mi servirà per il saggio sulle guerriere nell’immaginario fantastico, prossima fatica per Yume, e dopo anni in cui non ho fatto rewatch dell’anime di Oscar, ne prevedo diversi.

Una nuova stagione di scrittura

Anche quando sono anni che non si va più a scuola, si rimane tarati su quei ritmi, e spesso settembre è l’inizio di nuovi progetti lavorativi.
Continuo a scrivere, sperando in tempi migliori per l’aggregazione, senza restrizioni e paranoie: il saggio sulle streghe di Yume uscirà quasi sicuramente a marzo 2022, e l’anno prossimo uscirà anche le Edizioni NPE l’Enciclopedia del fantasy.
Ma dato che l’anno prossimo sono anche quarant’anni che la sensei Ikeda ci fa piangere tutte le nostre lacrime, voce del verbo quarant’anni dell’arrivo di Lady Oscar alle nostre latitudini, sto preparando una poderosa Guida non ufficiale, diversa dai volumi più leggeri che ho scritto anni fa. Del resto, se continuiamo a scriverci fanfiction sopra e a realizzare fanart in tema e discutere all’infinito su questo meraviglioso personaggio un motivo ci sarà.
Al momento restano un attimo in stand by invece i saggi sull’urban fantasy televisivo e le serie di fantascienza, ci penso sempre, ma le priorità sono diventate altre.