Considerazioni post Salone

E il Salone se ne è venuto e andato, sono già passate due settimane, ma devo dire che mi ha lasciato una bella carica e sono già al lavoro su vari progetti, a cominciare dal saggio su Game of thrones che sarà la mia prossima fatica insieme all’Enciclopedia del fantasy.
Poi nel frattempo mi sono venute altre idee, e comunque annuncio che i miei due romanzi, L’immortalità della sirena Le eredi di Bastet rivedranno presto la luce in una nuova edizione presso un nuovo editore.
Per il resto, in rete trovo sempre meme che mi interessano e mi specchiano ma mi ha fatto comunque piacere al Salone vedere e salutare tanta gente e capire che almeno un po’ il mio lavoro di autrice e book blogger è considerato.

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Scrittura e vita sociale

Nel bestiario di fenomeni che si incrociano sui social qualcuno ha tirato di nuovo fuori l’annosa questione che io non ho vita sociale… certo perché non amo andare in giro per discoteche e simili, e quindi per certa gente rimasta agli anni Ottanta non ho vita sociale.
Invece ho eccome vita sociale, e sabato e domenica scorsa ho partecipato ai meravigliosi Japan Days al Mufant, conoscendo persone splendide come Anna Teresa Eugeni, Davide Perino, Mosè Singh e Alice Chan Doyle, senza contare tutte le conoscenze di lunga data che ho ritrovato. Già, ma io non ho vita sociale.
Nei prossimi mesi mi aspettano tante cose da fare, a cominciare da un nuovo corso di aggiornamento in organizzazione eventi nei settori dello spettacolo e della cultura, poi ci saranno due miei libri che dovrò seguire per la pubblicazione e altri tre che sto scrivendo più gli altri progetti. Per cui la questione con cui mi sento perseguitata da decenni sul fatto che non faccio vita sociale è davvero una stupidaggine. Forse certa gente dovrebbe davvero pensare a costruirsi una sua vita gratificante anziché andare a guardare cosa fanno gli altri e evitare di dire certe cose, tipo che non ci si merita un lavoro se non hai una vita sociale. Chissà che carriere hanno queste persone…