Ancora sulla scrittura e il lavoro creativo

E’ notizia recente che in Norvegia gli artisti e i creativi sono stipendiati dallo Stato, una cosa che secondo una persona che ho incontrato recentemente dovrebbe essere la norma.
A me basterebbe uno non che non si dica più che chi fa lavori creativi e artistici è uno scioperato/a, due che quando tu racconti che ti occupi di cose artistiche, culturali e creative non ci sia più nessuno che ti chiede Ma poi che altro lavoro fai?(questo è il mio lavoro), tre che nessuno dica mai più a un creativo di qualsiasi tipo queste cose sono un hobby, trovati un lavoro serio.
Per il resto, io sono contro i sussidi, mentre sono per creare lavoro serio e retribuito, nel pubblico e nel privato. Ma certe cose e certi atteggiamenti dovrebbero davvero sparire.

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Età, tempi e cose da fare

Proprio oggi, l’amico scrittore e non solo Luca Tarenzi ha pubblicato su Facebook un post in cui esalta i 40 anni come età ideale, molto meglio dei 20.
Non potrei essere più d’accordo, visto che ho odiato con tutte le mie forze la mia adolescenza e tutto lo schifo che mi è toccato fare,  tutte le scelte sbagliate che ho fatto e che sto ancora scontando, tutta la solitudine senza prospettive che ho vissuto.
Certo i problemi ci sono, acciacchi compresi, ma pazienza, quello che ho in cambio in termini di consapevolezza, sogni diventati progetti e quindi realizzati come quello di scrivere, frequentazioni, non più solitudine, scoperta di tante belle cause di cui occuparsi, impegno sociale, abbandono di brutte abitudini non mie, scomparsa di modelli assurdi, liberazione da certi schemi, è mille volte di più.
Sabato sarò a Carmacomics con il mio libro, domenica Portici di carta e non solo, ogni giorno ci sono cose interessanti da fare, poi ci sono tante questioni in sospeso ma gira e rigira sono tutte legate allo schifo di tanti anni fa, che spero pian piano di lavarmi via di dosso, come il fango con una bella doccia.
Poi ogni tanto perdo qualcosa o qualcuno a cui tengo, come Eusebio, ma temo che faccia parte della vita e dei suoi rischi…

Porte e portoni

Ho trovato on line questa bella serie di immagini di porte dal mondo: la porta rappresenta un varco verso qualcosa di bello e fantastico, a volte le porte si chiudono, a volte se ne aprono altre, tutto sta a cercare di capire le cose…

Sono interessata alla creatività in tutte le sue forme, per questo motivo mi ero iscritta con convinzione e interesse al corso di fotografia della Manager, tenendo conto che è un’attività che pratico già di contorno ad altre, visto che ho quasi sempre in borsa la macchina fotografica, per immortalare eventi, luoghi, situazioni e qualunque cosa mi piaccia, che siano gatti, libri, musei, paesaggi, cosplayer…
Al corso ho imparato alcune cose indubbiamente interessanti, ma ho dovuto fare i conti innanzitutto con la stanchezza cronica che da un po’ mi affligge e poi con il fatto che mi piace fotografare, mi piacerà sempre (ieri ad Alecomics mi sono scatenata!!!) ma che non ho il pallino della fotografia.
Forse un corso non di otto ore al giorno ma con un orario più leggero potrebbe essere più interessante per me oppure un corso incentrato più su un discorso di fotoreportage e documentazioni di eventi. Comunque vedrò di fare tesoro di quello che ho imparato e di implementare l’argomento magari con dei manuali che troverò nelle preziose biblioteche.
Preferisco a questo punto concentrarmi su altre cose, in vista di nuovi sviluppi. Questo non sminuisce comunque la stima che ho per Manager e i suoi docenti.

L’importanza di essere se stessi

Essere se stessi è importante per tutti e tutte, ma per noi creativi e creative è fondamentale, in un mondo che magari tende a tagliarci le gambe. Ho trovato on line un po’ di spunti di riflessione che vorrei condividere, sulla difficoltà e l’esigenza di essere se stessi/e.

Vero, che stress questa storia che per essere creativi bisogna essere depressi.. se sei depresso riesci a mala pena a mangiare, dormire e andare al cesso, non certo a fare altro.

Vero.. dentro di noi c’è tutto, ma mi pare che una cosa simile l’avesse già detta Cesare Pavese…

Mai capito perché il brutto anatroccolo venga considerato tale…

Fosse facile.. a volte nemmeno un lucertolone riesce ad aiutarti.

Io a volte sono un mix tra le due foto, comunque cerco di non andare troppo fuori dalle righe, soprattutto visto che voglio crearmi una carriera come book organizer.

Vero vero vero… e chi ha paura muore ogni giorno, chi non ce l’ha muore solo una volta, alla fine, come ha detto un grande italiano.

Una brutta bestia che conosco bene, da decenni…

Eccessiva? Lei si piace, dov’è il problema?

Effettivamente ho costruito molta della mia vita e delle scelte che ho potuto fare autonomamente proprio facendo le cose che per anni mi avevano detto di non fare e rifiutando quello che invece mi presentavano come accettabile. Che fosse come vestirsi, cosa leggere, che musica ascoltare, che film guardare, dove andare.

Finalmente una Cappuccetto rosso intelligente… Io di solito lo trovo uno dei personaggi più insopportabili dell’immaginario, insieme alla signora Fletcher, a Rossella O’Hara e a Angelica…

Per non dimenticare… perché il fatto che noi siamo creativi non vuol dire che viviamo fuori dal mondo…

Sono e resto una gattara… comunque vada e qualunque decisione decida di prendere.. e ci saranno degli spoiler.

Sulla realizzazione

Su Facebook è comparso questo meme, che lì per lì non mi è dispiaciuto, anche se è a tratti troppo qualunquista e schematico. Io leggo, adoro i cambiamenti e ho sempre detestato chi li respinge, ho degli obiettivi, sono sempre in cerca di nuove cose da imparare e non sto a passare la vita a tagliare i panni addosso al prossimo, come facevano alcune casalinghe depresse della zona dove ho passato infanzia e adolescenza. Però spesso i nostri fallimenti non avvengono per colpa nostra, o meglio è perché non veniamo messi in condizione di poter scegliere, soprattutto da giovanissimi. Riguardo a pensare ai propri diritti, mi pare sacrosanto, così come in certi casi si può sentire risentimento. Purtroppo la vita non è mai così netta, soprattutto se si è dei creativi.

Altra immagine che fa riflettere, ma io non sarei così pessimista, dipende sempre da che target si ha.

La draghessa principessa è simpatica, ma comunque essere principesse non è questa gran cosa, a meno di non chiamarsi Xena o Leia. La Storia è piena di principesse infelici, da Sissi a Grace Kelly, da Maria Antonietta a Diana, meglio realizzarsi in altro modo, magari guardando ad altri modelli.

La depressione è un bel problema, che conosco bene, per fortuna non passo le mie giornate a letto e cerco di reagire e non ho mai rinunciato a progetti per l’ansia mia, semmai per quello degli altri…

Due belle frasi celebri da tenere presente nella costruzione della propria realizzazione. Del resto, non c’è niente di speciale ad essere normale, e comunque come diceva Franco Basaglia Visto da vicino nessuno è normale

Io credo che comunque noi donne in particolare dobbiamo liberarci dal peso di aspettative non nostre, stereotipi, luoghi comuni su cosa è utile e cosa no, su cosa è decoroso e cosa no, complessi, retaggi di generazioni precedenti che è ora di buttare nel cesso e cercare di trovare la nostra vera realizzazione, che non è certo a casa come le mamme e le nonne (e nemmeno tutte…). Comunque a me le persone trasgressive come Madonna sono sempre tanto piaciute…

E ahinoi in questo momento un ostacolo alla realizzazione è anche il caldo… Vabbé, bisogna conviverci, comunque a Torino da qualche giorno è vivibile e scrivere con il ventilatore a palla addosso non è poi così male.

Per ora scrivo…

E’ passato ormai un mese dalla fine del Salone, io continuo a portare avanti vari progetti, lottando contro scazzi e mazzi,  e anche con i segni di scarsa considerazione che trovo in ambienti al di fuori dalla scrittura.
Il caldo latita, e direi che forse è anche un bene, purtroppo fino a dopo l’estate niente corsi di disegno e fotografia e le altre cose sono sospese, tranne appunto scrivere. Per cui la scrittura resta la mia attività principale, al momento, insieme alle ricerche per i libri, le letture, le visioni, le conferenze stampa e le recensioni. La cosa non mi spiace, ma io mi sento spesso soffocare se mi fossilizzo su una solo attività, ho bisogno di spaziare su più cose, ma per ora scrivo e faccio i conti con una vita sociale non certo per fortuna da hikikomori ma che a tratti è un po’ limitata, anche se comunque oggi ci sono mille prospettive in più di una volta.
Diciamo che non sono come nel meme qui sotto, e per fortuna.

Sperando sempre di trovare persone con cui condividere interessi, passioni e progetti, perché quelle spesso latitano, le ho trovate al Salone ma fuori, tra librerie che agonizzano e chiudono dopo mesi che non sono mai aperte e gente che ti snobba bocciando tutte le proposte di attività che proponi loro non è proprio il massimo.

 

Scrittura e momenti bui

Scrivere o fare qualsiasi altro lavoro creativo è gratificante, ma a volte ci sono periodi non proprio bellissimi, magari perché non hai il giusto riconoscimento intorno a te, magari perché si sentono solo brutte notizie, da convegni deliranti e retrogradi a episodi contro gli animali e razzisti, magari perché subentrano problemi di salute, che ostacolano le normali attività e ti chiudono in casa senza gran voglia di lavorare.
Del resto la depressione esiste, non ha impedito a gente come Van Gogh di creare cose splendide e non è detto che renda musoni, tante persone sono depresse e nessuno lo avrebbe mai detto, oltre a quelli qui sotto cito anche Ugo Tognazzi e Veronica Pivetti.


Che si fa? Si cerca di tirare avanti e di reagire, cercando di scegliere quali sono le persone da ascoltare e quelle da evitare, ci si circonda di cosa e chi si ama, gatto compreso, si stringono i denti, si trangugia e si va avanti. Comunque mai dire alle persone depresse che c’è chi sta peggio di loro (grazie al cavolo, lo sanno) e mai dire che dovrebbero mollare quello di cui si stanno occupando per fare altro, soprattutto a noi creativi…