Trovati un lavoro serio….

Eh, sì, chiunque di noi creativi, che siamo scrittori, disegnatori, fumettisti, sceneggiatori, artigiani, illustratori, ci siamo sentiti dire almeno una volta, da persone magari convinte di fare il nostro bene la seguente frase: la cosa di cui ti occupi (ognuno scriva la sua) è un hobby, non un lavoro, trovati un lavoro serio!
Quanta rabbia… ho pagato questa frase, in un contesto già di suo disfunzionale da anni, con una bella depressione, per cui ho deciso, per salvare la mia pelle, di non ascoltare più queste cavolate, che anche se dette in buona fede (insomma… avrei qualcosa da ridire) sono pure cattiverie.
Certo, in Italia si ragiona come sessant’anni fa, basti pensare che all’Ufficio di collocamento non riconoscono vari lavori e qualifiche, e se a questo aggiungi persone che continuano a credere di essere in un punto imprecisato tra gli anni Trenta e i Cinquanta il servizio è completo.
Ragionare in base ad un mondo in cui esistono solo contadini, operai e impiegati è semplicemente miope e non capire che le cose sono cambiate ancora di più. Io spero che nessuno venga più a sindacare le mie scelte di vita (a parte i minus habens del collocamento), ma so già che sarà difficile, un po’ perché tanta gente non conosce l’arte di farsi gli affari troppi e perché stiamo andando indietro anziché avanti…

 

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