Cosa ho fatto questo mese

E’ stato un agosto insolito, senza visite ai Musei e senza gite in montagna, quello che mi sto lasciando alle spalle. Onestamente io non amo avere limitazioni, come mascherine e simili, e ho preferito girare liberamente, non senza meta, inventandomi cose nuove da fare.
Ho fatto tante passeggiate, anzi sto usando le mie gambe come mezzo di locomozione, scegliendo dove andare o meno se è a portata delle stesse.
Sono riuscita a dimagrire di un bel po’, una cosa che mi sta dando soddisfazione, perché onestamente gente come le tizie del gruppo Belle di faccia mi sembrano un branco di irresponsabili senza buon senso.
Ho fatto vari lavori di riordino in casa, eliminando di nuovo un bel po’ di cose e con la dieta direi che mi sono liberata una volta per tutte dall’ingombrante idea di dover essere un clone di mia nonna paterna, persona discutibile la cui ombra mi ha influenzata per anni, non certo in maniera positiva.
Ho scritto e continuerò a scrivere, anzi sarà la mia attività principale prossimamente, in attesa che le cose tornino normali sul serio.
E poi ci sono loro, i gatti, sempre presenti: certo, è stato un agosto strano, lo è ancora, ma non certo poco interessante.

Stereotipi e pregiudizi

Su un giornale inglese hanno divulgato il risultato di questo sondaggio sui lavori utili e inutili ed è davvero triste vedere come siamo dipinti noi operatori culturali, io comunque avrei voluto vedere tutti questi simpaticoni agli arresti domiciliari senza libri, fumetti, musica, film e serie TV, perché cosa credono che facciamo?

Poi girano anche queste meme sulle differenze tra uomini e donne, ci tengo a dire che ho sempre detestato le cose che vengono propinate a noi donne, che siano talk show, pettegolezzi, soap, telenovelas e film sentimentali, mi sono sorbita qualcosa da adolescente e poi ho rottamato tutto quando ho abbracciato uno stile di vita nerd e femminista.

Le mie passioni sono libri, fumetti e cultura nerd, e continuo ad occuparmi di queste cose, e trovo davvero offensivo chi dice a noi operatori culturali, e anche ad altre categorie, tipo chi si occupa di ristorazione, di cercarci un altro lavoro se non ce la facciamo. Tengo duro e tiro avanti.

Scrivo e cammino

Strana estate questa, non vado per Musei perché non tollero l’obbligo della mascherina (e finché ci sarà non ci metterò più piede, anche se a malincuore), non vado in montagna per lo stesso ragione, mascherina in treno e quindi ciao ciao, e quindi ho organizzato la mia vita in maniera diversa.
Scrivo e tanto: devo consegnare il saggio sulle streghe per inizio settembre e dire che sono ancora in alto mare è un eufemismo, tra letture e visioni che non riesco a portare avanti come dovrei, del resto le giornate sono solo di 24 ore.
Dato che in autobus c’è l’obbligo della mascherina e dato che non mi va di mettermela, ho scoperto la gioia di camminare, visto che avevo anche oltre dieci chili da smaltire, che pian piano se ne stanno andando. Quindi ogni mattina mi armo di scarpe comode, lettore mp3, lista di commissioni e cose da fare, macchina fotografica e parto, e dove prima andavo in autobus adesso vado a piedi.
E’ una cosa che mi soddisfa tantissimo, perché scopro angoli di Torino, che è tanto comoda come è fatta, tutta perpendicolari e parallele, perché camminare è tonificante, gratificante e dà l’impressione di libertà, e lo è senz’altro.
Chiaramente ci sono posti troppo lontani per le mie gambe e pazienza, non ci vado, ma ogni giorno studio itinerari nuovi, tra strade, mercati, lungofiumi, parchi e altro, facendo un po’ di movimento che poi mi aiuta per la scrittura.
Credo che continuerò a farlo anche dopo l’estate, fin tanto che persisteranno almeno questi obblighi e ossessioni, ma può essere senz’altro un modo per impostare la mia vita in maniera diversa.