Pirati, robot e ragazze androidi

A due anni dal precedente, è uscito il mio nuovo libro (sarò più celere, lo prometto) e cioè Pirati, robot e ragazze androidi. L’animazione giapponese di fantascienza, dedicato come dice il titolo ad uno dei filoni più amati di manga e anime.
L’idea mi è venuta pensando alle importanti ricorrenze di questi anni, i quarant’anni in Italia di Goldrake, Jeeg, Mazinga, Capitan Harlock, Gundam e tanti altri che arriveranno a ruota, ma anche il successo che queste storie continuano ad avere e come sono interessanti e particolari le storie di fantascienza raccontate in Giappone.
Del resto, gli anime di fantascienza hanno segnato la mia generazione e quelle che sono venute dopo e senz’altro era ora di cercare di raccontare queste storie che raccontano futuri più o meno distopici con le radici nel passato eroico dei samurai e del Medio Evo giapponese durato fino all’Ottocento.
Nelle pagine del mio libro trovano spazio i robottoni di Go Nagai, le space operas di Leiji Matsumoto, Evangelion, Akira, Laputa di Miyazaki, Nadia, Ghost in the shell e tante altre storie di ieri e di oggi, che hanno raccontato un nuovo  modo di guardare alle macchine, al futuro, al viaggio verso l’ignoto.

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